7/10 Fratelli d’Italia, dal Congresso di Trieste all’Assemblea Nazionale di Bologna.

Bisogna ripartire per fissare i canoni della battaglia che ci aspetta. Noi, dal nostro canto siamo disponibili a fare un passo indietro e cercare i motivi di “coesione”, per fare “sistema di rete”, cercare ancora una volta di scagliare la sfida alle stelle cercando la “comunità” al di là dell’individualismo, del settarismo, della ragione che si vorrebbe imporre a discapito dell”incontro, del confronto e della crescita “collettiva”.

Il nuovo anno offrirà una serie di banchi di prova per l’arcipelago degli anticonformisti, e noi – di Prospettive Future – continueremo ad offrire uno sguardo differente sull’Italia e sugli scenari internazionali a supporto della linea nazionalpoplare in Fratelli d’Italia.

Qualcuno di domandava: “alla religio del globalismo non c’è ancora un perimetro definito di idee, pratiche, liturgie e programmi politici coerenti da contrapporre”?

Noi crediamo invece che la risposta sia nella politica di “glocalizzazione” e nelle micro Patrie. Un processo di chiusura ed autodifesa dal processo di riconversione agricola, al ciclo alimentare, ad una moneta alternativa per finire con la tutela dell’ambiente e del territorio.

Per fare questo bisogna creare un “sistema di rete”, mettendo in comunicazione pensatori disorganici, comunità in lotta che incidono nel locale, laboratori sperimentali.  

La nostra azione organica, ha una sua ragion d’essere se mirata al consolidamento di una opzione alternativa, di governo dei fenomeni e dei flussi di cambiamento, mettendo insuene  l’insorgere di forze anti-establishment.

Dobbiamo intercettare il disagio della cittadinanza, avviare azioni di aiuto popolare. Sfasciare i dogmi dell’austerità non può essere il solo passo da compiere.

Bisogna ripristinare  il recupero di una dimensione verticale della politica dei popoli contro le élite”. La priorità resta la sfida dei popoli europei per il lavoro.

Noi rilancia  la nostra idea di “salario minimo di Inserimento Sociale e Reinserimento lavorativo. Dopo anni di rivendicazioni sindacali, adesso i lavoratori non garantiti  non hanno né la forza né gli appigli organizzativi per promuovere la rivendicazioni di diritti. Bisogna ricostruire tutto.

Si tratterà di difendere il pregresso, ma di costruire la sostenibilità delle garanzie sociali e famigliari e non basta l’adesione virtuale. Le idee che forgeranno i prossimi mesi, dovranno essere declinate nei territori attraverso il giornale, Terza Via, dovranno trovare espansione nelle comunità con le associazioni pallele, contaminare ed essere contaminate dalla presenza costante Fra la gente.

Con questo spirito da Trieste, guardiamo con ritrovato entusiasmo politico all’Assemblea Nazionale di Bologna del 13 gennaio prossimo.

 

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