Emiliano usa Nardo’ per frantumare i renziani in Puglia. Renzi sacrifica i suoi e Federico Massa se la prende con Mellone.

La spregiudicatezza con la quale il Sindaco di Nardò strumentalizza doverosi rapporti istituzionali per millantare una assurda e fantasiosa convergenza politica con prestigiosi esponenti del PD (Michele Emiliano e Loredana Capone)è degna della sua “acerba” cultura democratica. Si vergogni.

Sono le esternazioni del deputato Federico Massa rosso di rabbia sulla sua bacheca Facebook, ma nel tirare pugni nel vuoto come un atleta suonato sul ring, non si rende conto che i colpi non li prende dal “gancio” destro, bensì arrivano dall’alto.  Dall’alto di Via Capruzzi per essere precisi.

A mandare su tutte le furie il deputato del Partito Democratico che spesso pecca un tantino di presunzione, tanto da perdere di vista la realtà dei fatti, è un passaggio politico del Sindaco di Nardò Pippi Mellone:  “Negli ultimi tempi ho rilevato un po’ di lentezza e amnesie nel lavoro di qualche assessore e ho deciso di procedere con gli avvicendamenti e di calibrare le deleghe – ribadisce Mellone –  rilanciamo così l’azione della giunta con gli ingressi di Ettore Tollemeto, Mino Natalizio e Giulia Puglia e tiriamo la volata verso nuovi traguardi, sempre funzionali agli interessi della nostra città. È una giunta oggi complessivamente più giovane, una squadra fresca e competente, ancora più trasversale per provenienze e collocazioni politiche, anche perché non nascondiamo una armoniosa convergenza politica e amministrativa con il presidente della Regione, Michele Emiliano, con l’assessore Loredana Capone e in generale con il percorso dell’Ente regionale”.

È vero che siamo a Nardò, è vero che a Nardò il Toro è di casa, ma Federico “El Toro” Massa, è andato su tutte le furie scambiando Mellone per il torero ed Emiliano per il panno rosso. Ci permettiamo di sottolineare, dal basso della nostra umiltà, che bisogna invertire gli elementi. Il mattatore è quel “birbantello di Emiliano, da noi simpaticamente rinominato “Satanasso” per le diaboliche operazioni politiche che opera in Puglia, delle quali osiamo paragonare la spregiudicatezza del soggetto, ai dribbling dell’indimenticabile Georg Best! Invece, chi rappresenta lo “straccio” rosso di un maldestro tentativo di sfondamento a sinistra, concepito secondo una interpretazione tutta soggettiva, è proprio il padrone di casa. Il Sindaco di Nardò. Ole’ …

Per Massa, “la strumentalizzazione -riportiamo testualmente-  sta nell’avere dichiarato che c’è ormai, con la nuova giunta, una “armonica convergenza” con Emiliano e la Capone”.
Questa secondo lui, è la vergogna.

E no, onorevole!

Oltre al titolo deve assumere un comportamento anch’esso, obiettivo e commisurato alla carica. Deve accettare l’umiliazione che il “patto d’acciaio Bari-Lecce” Emiliano – Loredana Capone, infligge ai renziani di Puglia, è a dir poco patetico e giustifica l’emorragia verso la sinistra di Art.1.

L’armonica convergenza fra Mellone ed Emiliano, con buona pace dei compagni neretini, c’è, è nei fatti. È visibile e palpabile.

In occasione delle recenti primarie, Michele Emiliano ha disdegnato (non vogliamo chiedere se abbia smentito), l’appoggio dichiarato e pubblico di Mellone?

Emiliano, ha inviato una nota al Sindaco di Nardò, dichiarando la sua disponibilità ad accettare le richieste di Nardò sul depuratore. Le risulta vero?

Percepisce il triangolo politico Lecce, Nardò, Bari, che ha portato alla storica vittoria della sinistra nel capoluogo salentino, se pur il  risultato elettorale di Salvemini sia stato il peggiore degli ultimi decenni? Ricorda le affermazioni di Emiliano proprio su Salvemini?

E se qualche dirigente melloniano neretino fosse in odor di incarico in via Capruzzi?

No, onorevole!

Adotti un comportamento onorevole e guardi in faccia la realtà. Pippi Mellone non ha nulla da chiedere al Centro-Destra, ma molto da guadagnare da questo flirt con Emiliano. Governa una città importante, deve portare a casa risultati. La figuraccia è tutta del Partito Democratico che fa finta di non capire, di non vedere, di non sentire.

Intanto solidarizziamo con i democratici del partito di Nardò, persone per bene e molto umili, sacrificati sull’altare delle velleità del Governatore, scaricati come tutti i renziani della Provincia di Lecce dal partito, schiacciati e umiliati dal tacco pesante di Loredana Capone.

Con sua buona pace, non contate a Roma, non contate a Lecce, siete comparse, ed ora ripeta con noi: “Mannaggia al diavoletto satanasso e pure a quel Mellone, che c’ha fatto litigà, pace pace e libertà, con i soldi di papà ci compriamo un baccalà… pace, pace, pace”.

E’ una filastrocca in voga negli anni 80/90 negli oratori di Don Bosco e zone limitrofe. Tutto “appost” Onore’.

 

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