Fitto. Triplo salto mortale con avvitamento. Sulla quarta gamba.

Nel 1994 con lo scioglimento della DC, il giovane Raffaele Fitto aderisce al Partito Popolare Italiano dopo una breve esperienza con una sigla locale.  Nel 1995 segue Rocco Buttiglione  nell’alleanza conForza Italia attraverso il CDU, sigla con la quale viene riconfermato consigliere regionale,  quindi assessore e vicepresidente della Regione Puglia nella giunta di centrodestra con Distaso.

Nel 1998 lascia il partito e  fonda il CDL. Nel giugno 1999 è eletto parlamentare europeo.

Nel 2000 è eletto governatore della Regione Puglia, nel 2005 viene sconfitto da Nichi Vendola. Nel 2006 è eletto alla Camera dei Deputati in Forza Italia nella circoscrizione Puglia e diviene componente della I Commissione (Affari Costituzionali) della Camera. Nel dicembre 2007 è nominato responsabile, per il Popolo della Liberta, ai Rapporti con altri partiti e movimenti e viene riconfermato deputato nel 2008 e nel 2013.

Con la sospensione delle attività del popolo della Libertà  aderisce a Forza Italia, nel 2914 viene rieletto deputato europeo.

Iniziano le piroette. I Ricostruttori.

Da tempo in forte dissenso con Berlusconi, fonda una corrente in Forza Italia con il nome di Ricostruttori costituita da qualche decina di parlamentari, molti pugliesi, a lui vicini.

Oltre, se stesso

Nel 2015 fonda Oltre con Fitto, alle Elezioni Regionali contribuisce attivamente  all’ennesima sconfitta del centrodestra.

COR di Leon

Il 17 maggio Fitto fonda i Conservatori e riformisti.

Direzione Italia, direzione smarrita

Il 28 gennaio 2017 il partito si federa con altre organizzazioni locali assumendo la nuova denominazione Direzione Italia,  giusto il tempo di pianificare la sconfitta del centrodestra nella Città di Lecce, Galatina e Galatone.

Come annunciato da Terza Via, in un semestre perde tutti i suoi generali. Palese, Congedo, Marti, sono solo i primi nomi, il danno che Marti ha inflitto a Fitto, si manifesterà fra qualche mese ad apertura di campagna elettorale per le politiche. Nessun dramma, i democristiani si rincontreranno sempre al centro, un giorno.

Quattro uomini ed una gamba.


Il 19 dicembre dello stesso anno insieme ad una moltitudine di ex democristiani e trombati di tutte le correnti, dà vita a Noi con L’Italia, la cosiddetta “quarta gamba” della coalizione di centro-destra in vista delle imminenti elezioni politiche, e ne diventa il Presidente al suo interno, poiché per gli alleati, l’interlocutore credibile non è lui. Per lui c’è un posto marginale in parlamento, per i suoi “irriducibili” l’oblio. 

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