Lega, via Nord restano simbolo e finalita’.

Lega Nord si perde il “Nord”, almeno nel suo simbolo elettorale.

Probabilmente questa è la sottile strategia per rilanciare l’azione politica di un partito che pochi mesi fa era ridotto al 4%, schiacciato dagli scandali di una classe dirigente che “Roma Ladrona” aveva logorato e ridotta a “compagni di merende”.

Il  Consiglio Federale del Carroccio ha approvato il nuovo contrassegno. Accanto alla parola Lega, non c’è la dicitura “Nord” ma un momentaneo slogan ‘Salvini premier’. Un cambiamento che manterrà invece il tradizionale simbolo dell’Alberto da Giussano, così come rappresentato nel monumento di Legnano Sullo scudo è disegnata la figura del leone
alato con spada e libro chiuso.

La Lega parte alla conquista delle regioni del centro-sud non menzionate nello Statuto che mantiene le sue finalità, ossia  il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale
Repubblica Federale indipendente e sovrana.

 

Fava: io contrario ma rispetto la decisione. E’ una scelta del consiglio federale”

La decisione di togliere la parola “Nord” al simbolo della Lega che verrà utilizzato per le prossime elezioni politiche “è una scelta votata dal Federale, io l’unico contrario”, ma “le scelte del Consiglio federale vanno rispettate”- lo ha detto Gianni Fava, assessore della Lega in Regione Lombardia e sfidante, sconfitto, di Matteo Salvini all’ultimo congresso della Caroccio.

BOSSI: CARTOLINA NATALE  “Buon Natale ai milioni di guerrieri!”

Il “Senatu’r” celebra i referendum per l’autonomia nel tradizionale biglietto natalizio ed  all’indomani dello storico voto con cui il consiglio federale della Lega ha approvato il cambio del nome, il padre fondatore sceglie la via del silenzio e fa recapitare ai deputati leghisti la tradizionale cartolina natalizia, nella quale celebra i risultati dei recenti referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto. Una frase spicca sul biglietto: “Dal Po e da Venezia nessuno ritornò a casa, sono tutti sulle Alpi in paesi come presepi a pregare per la libertà”. Sulla cartolina c’è il popolo a raccolta che dai crinali delle montagne, dalle Alpi, scruta l’orizzonte: in mezzo alla sua gente è ritratto anche BOSSI.

Fra le lighe venete, la bergamasca  ed i giovani padani nessun dubbio: “dalla nuova legge elettorale (Rosatellum) si può capire che lo sbarco della Lega Nord al Sud, voluto dal leader Matteo Salvini, serva solo a far aumentare le truppe parlamentari del Carroccio nel Nord”.

“Noi siamo e restiamo Giovani Padani per l’indipendenza della Padania…le pecore stanno bene nel presepe!!  Buon Natale padano a tutti!!!” #mgpbassabergamasca

Secondo alcuni calcoli, conti e legge elettorale alla mano, ci sono poche possibilità per eleggere leghisti nel Lazio  e non c’è alcuna possibilità per i candidati del Carroccio da Roma in giù. La legge elettorale prevede l’assegnazione dei seggi su base nazionale in base alle percentuali riportate dal partito o lista nelle circoscrizioni.

Nelle elezioni regionali in Sicilia  il partito di Matteo Salvini non ha superato la soglia del 3 %,  nemmeno se raddoppiasse i consensi nelle regioni del Sud: Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Calabria, la Lega riuscirebbe ad eleggere attraverso la quota proporzionale i capilista, a meno che al Sud, il Carroccio, non raggiunga percentuali più alte delle Regioni del Nord (Lombardia, Veneto, Trentino, Friuli, Piemonte), dove Salvini viaggia al 30%.

Con la quarta e quinta gamba centrista, nemmeno nei collegi uninominali c’è possibilità, fatta qualche piccola eccezione, di vedere deputati in camicia verde. Se Salvini imponesse agli alleati ( Fratelli di Italia, Forza Italia e centristi) di schierare una quota di candidati leghisti nei collegi al Sud, lo stesso discorso potrebbero fare Meloni, Berlusconi e Cesa al Nord (Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli) chiedendo candidati di Fdi, Forza Italia e centristi nei collegi uninominali del settentrione.

Spinte “duriste” dei bossiani e faviani

“Salvini non è per sempre. La lega è stata, è, e rimarrà indipendentista! Il vento della libertà soffia oggi ovunque, dalla Corsica alla Catalogna fino alla Scozia! In Lombardia e soprattutto in Veneto molti vogliono l’indipendenza. Salvini non potrà fermare la voglia di libertà dei popoli oppressi! Padania libera!  Comunque ricordo che quando ci furono le votazioni dimostrative dopo l’insediamento del parlamento padano, vent’anni fa, Salvini si dichiarò padano e comunista, non aggiungo altro” afferma un giovane militante.

“PER MI CH’EL CUNTA L’E’ LO STATUTO, CH’EL DIS “LEGA NORD”, TUTT EL REST A L’E’ RAMPEGA’ SUI VEDER!!!” urla un anziano montanaro che porta al pascolo le sue mucche.

Intanto la svolta viene accolta con favore dal Dirigente Nazionale di Fratelli d’Italia e Presidente di Prospettive Future Giovanni De Luca: “un passo importante, tutti coloro i quali, nell’ottica di questa legge elettorale e del sistema maggioritario vogliano concorrere a creare un fronte utile per il raggiungimento del 40% per dare all’Italia un  governo di alternativa alle sinistre ed al Movimento 5 Stelle, noi li consideriamo alleati. Resta ben inteso che i punti programmatici enunciati da Giorgia Meloni a Trieste sono valori non negoziabili. Noi siamo per la creazione del Polo Identitario dei Patrioti e se la Lega vuole ingaggiare con noi una gara a chi è migliore nel dare all’Italia unita, unica ed indivisibile,  un governo che sappia fare gli interessi degli italiani,  questa sfida partendo dal Sud, la accettiamo con entusiasmo”.

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