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Maiorca: “Salvini Persona non grata”. “Non mi vogliono? Chi se ne frega”. A “Terza Via” invece sì, ecco perché.

Editoriale di Giovanni De Luca

Il Consiglio comunale dell’isola spagnola condanna la proposta del Ministro dell’Interno italiano di fare un censimento dei Rom: “Il segretario della Lega Matteo Salvini? Persona non grata“. Questa in estrema sintesi la mozione dei partiti Podemos, Mes e Psib, lo rende noto il Diario de Mallorca.

.Diario de Mallorca @diariomallorca: Matteo Salvini, persona ´non grata´ de Mallorca https://www.diariodemallorca.es/mallorca/2018/07/27/matteo-salvini-persona-non-grata/1334586.html 

Il Consiglio ha sollecitato il suo presidente Miquel Ensenyat a dichiarare “persona non grata” anche il presidente Usa Donald Trump, sempre per le sue politiche sui migranti. La replica di Salvini è arrivata, ancora una volta, dai social e rigorosamente all’insegna del sarcasmo: “Non benvenuto a Maiorca? Chi se ne frega, le mie vacanze le faccio in Italia!“.

Che insignificante superficiale. Sarebbe il leader italiano del nuovo fronte sovranista? Per bacco!
Messa su questo piano nulla di politicamente rilevante da meritare le attenzioni di Terza Via, informazione socialpopolare e nazionalrivoluzionaria di alternativa anticoformista se non fosse che…
…in quest’ottica s’inserisce anche la guerra che il governo ungherese e quello austriaco hanno ingaggiato contro George Soros ritenuto, non a torto, il principale ispiratore delle politiche immigrazioniste in Europa e non solo. Sono suoi i colpi di Stato economici e le sommosse di popolo contro Governi legittimamente eletti, con lo scopo di far saltare i processi democratici e le sovranità degli Stati nazionali.
La mossa è chiara, non si può negare al maggiore ispiratore di molti partiti come Podemos ed innumerevoli associazioni e organizzazioni non governative la propria azione e lasciare invece campo libero ai suoi acerrimi nemici. O si possono muovere tutti o non si dovrà più muovere nessuno. In entrambi i casi è un grande colpo a danno della tirannia di questa Europa dei Mercanti, per i cardini giuridici sui quali è stata pensata e per i quali questa gabbia è stata costruita.
Tra i diritti del cittadino dell’Unione, infatti, ha sempre occupato un posto di primo piano la libera circolazione di merci e persone, formula che a sua volta comprende i diritti di uscire dal proprio Stato di origine, di fare ingresso in un altro Stato membro, di soggiornare e di godere di parità di trattamento con i cittadini dello Stato ospite e di protezione in caso di allontanamentoCosa si è messo in discussione con questo deliberato dunque?

Come è noto, l’assetto normativo delineato dal Trattato di Roma è stato solo parzialmente attuato per l’inerzia delle istituzioni e la Corte di giustizia ha avuto un ruolo centrale nel rendere effettive le previsioni del diritto primario. Ci sono sentenze che dichiarado il divieto di discriminazione in base alla nazionalità, contenuto nelle disposizioni del Trattato relative alla libera circolazione dei lavoratori, al diritto di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi, è dotato di effetto diretto, ha attribuito alla libera circolazione un contenuto minimo, ma sufficiente per renderla effettiva.  Dichiarazione, che è pilastro dell’Unione europea, che oggi è stata ufficialmente infranta ed in maniera irreversibile. E non da Orban!

Altro ché: “chi se ne frega!”.

Ce ne frega e come!

La superficialità di questi “sovranisti” di nuova generazione indottrinati da politologi “crudi”, la totale mancanza di analisi politica a caldo da parte di questi “populisti” maccheronici, si evidenzia in tutta la sua drammaticità proprio in questi momenti, quando uomini preparati e forgiati da “farina buona” – farina “rautiana” per intenderci – avrebbero già intravisto una ulteriore crepa e lì, in maniera vigorosa, efficace, incisiva avrebbero incuneato l’ascia bipenne, colpendo a morte i “principi” di questa tirannia economico – finanziaria.

Sarebbe stato un colpo politico mortale! Perché come sosteniamo da sempre “da questa gabbia non si esce chiedendo permesso”. Sussurratelo nell’orecchio, a quelli de: “Il Talebano”.

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