Origini della tradizione del Natale, tra paganesimo e cristianesimo. 

  • Di Domenico Fonti

Voglio condividere con te lettore un’antica storia le cui origini sono lontane in un Europa che deve ritrovare la sua identità e difendere le tradizioni comuni. Da piccolo mi affascinava il racconto che la notte del ventiquattro di Dicembre, un vecchietto vestito di rosso facesse il giro delle case di tutti i bambini portando doni. E’ una magia che comunque rimane perché si tramanda, la si rivive attraverso i piccoli. Spesso il più vispo dei bambini si pone la domanda sulla capacità del vecchietto vestito di rosso, a fare il giro del mondo in una sola notte. La risposta migliore è quella in cui magicamente la dimensione del tempo si ferma e si espande, la notte è più lunga, tipico del solstizio d’inverno, in modo da dare il tempo necessario a Babbo natale di fare il giro del mondo. Colgo dunque l’occasione di porgere gli auguri a tutti voi di ricevere come dono da Babbo natale la felicità e la salute per le vostre famiglie.

Ancora più antica nella tradizione celtica scopriamo il festeggiamento del natale, come il giorno della luce che un tempo era celebrato come “Sole invitto” per il solstizio d’inverno che cade il ventuno dicembre e si protraeva al venticinque dello stesso mese, giorno in cui festeggiamo il Natale. Si tratta della festa della luce, la sconfitta delle tenebre. Il ventuno dicembre le ore notturne sono maggiori a quelle diurne. I Popoli celti in questo periodo accendevano falò per incitare il ritorno della luce, adornavano gli alberi  come simbolo di vita. Un’altra usanza che comunque scopre le nostre origini celtiche è il vischio, per augurare fertilità e il ritorno della luce. Tradizione ancora viva nella nostra società con il vischio che in questo periodo  natalizio addobba le nostre case è di buon auspicio per il nuovo anno.

Colgo l’occasione di queste feste per affermare che, nonostante il richiamo alle radici Cristiane, la cultura della destra non può definirsi di tipo confessionale, sebbene la storia ad essa richiama il sodalizio tra Stato e Chiesa sottoscritta con i “Patti Lateranensi”. La cultura della destra possiamo definirla dal respiro ampio dal punto di vista laico e/o pagano e ciò non vuol dire dare una definizione di Atea e che dunque si incrocia con il valore spirituale delle vita e con la Fede. Questo spiega la diversità sul piano internazionale della cultura politica della destra, che si differenzia da popolo a popolo per identità e tradizioni che anche quando la radice identitaria è comune, a differenza della globalizzazione che annienta la tradizione sia all’interno delle comunità nazionali, Europeo ed internazionale. Ecco che per la destra, al pari del riferimento cristiano, il riferimento è il principio Etico e Morale; la dimensione della vita all’interno di quel perimetro ben preciso che è l’ordine naturale delle cose, che sul piano valoriale di una visione confessionale combacia nella visione verticale della vita fino alla dottrina sociale della chiesa.

Concludo questo mi augurio completando il quadro della tradizione che altri vorrebbero cancellare in nome della globalizzazione di un popolo al quale cercano di cancellarne la Patria.  Dal culto del Sole bambino alla nascita del Redentore del Mondo Gesù Cristo il venticinque dicembre giorno in cui il solstizio si compie ed il giorno diventa più lungo. Anche qui parte un’antica lotta di fede tra il mondo Cristiano che tende la mano verso coloro che a Cristo non lo hanno mai riconosciuto e che persino lo hanno crocifisso. Conflitto che per ironia della sorte cade in Terra Santa  dove convivono gli Islamici che considera il Cristo un semplice Profeta. Una storia che prosegue nella tensione del conflitto Arabo-Israeliano che ha teso ancor di più la tensione dopo l’imposizione filo Israeliana dell’America di Trump che non riconosce uno status internazionale di Gerusalemme. Chiusa questa breve parentesi in campo internazionale e rinviando l’argomento, riflettendo sulle due culture a confronto, ecco come troviamo in risalto la festa della vita in senso sacro di madre terra che nella cultura dei campi Hobbit la destra ha affrontato con temi sociali e di tutela dell’ambiente.

 

A tutti voi gli Auguri di un Natale di luce, un anno di grandi opportunità, e che la nascita di Gesù Bambino possa trasmettere in tutti noi serenità e pace. Un augurio concedetemelo alla nostra comunità perché dopo i momenti bui che ha affrontato, la destra possa tornare a splendere di luce propria, non come semplice testimonianza ma di grandi idee che come la stella cometa ci indicano la via da seguire nello splendore di una fiamma che il tempo alimenta e riscalda.  

 

Buon Natale e Buon fine 2017 e Buon principio 2018

 

                           

 

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