Politiche 2018: la destra deve segnare il suo riscatto identitario

 

  • Di Domenico Fonti 

Apro questo mio intervento ricordando la figura di Altero Matteoli, tragicamente scomparso in un incidente stradale, uomo cresciuto nelle file della Destra Italiana, con una carriera politica impegnata sia sul fronte governativo che delle alleanze del futuro centrodestra. Ed è proprio sul futuro del centrodestra che in questo intervento mi soffermo, in vista della prossima campagna elettorale, dovendo fare i conti con una legge elettorale che Fratelli d’Italia non ha votato. Avremmo preferito una legge chiara e ben decisa se fare un salto nel passato parlamentarista di maggioranze variabili come pare “intendono” i 5Stelle, oppure, una legge di tipo Presidenzialista che di per se garantisce una sua governabilità e una libertà politica del Parlamento.

 

Bisogna stare alle regole del gioco, dunque, scegliere la via migliore per poter essere protagonisti del futuro governo. Sul centrodestra piovono critiche soprattutto sulla quarta gambe, non possiamo essere noi i censori della coalizione o dei vari partiti o cartelli elettorali. Noi siamo impegnati, la legge elettorale lo permette, a fare di tutto affinchè Fratelli d’Italia possa distinguersi per contenuti nel centrodestra rispetto agli alleati, guadagnando la fiducia dei cittadini per poter esprimere la guida del governo e questo dipende anche dall’abilità politica dei dirigenti nazionali. Noi cercheremo con il consenso degli Italiani di essere determinanti per la guida del governo.  Se poi il nostro ruolo, dettato dal consenso democratico, sarà quello di dover rappresentare una forza di governo, non credo sia uno scandalo poter scegliere il  Ministero dell’Interno, tutti si candidano per governare.

 

E se la situazione dovesse concludersi con una non governabilità? Questa è la domanda che molti si pongono, soprattutto sul versante del centrodestra, considerato che il centrosinistra va diviso alle elezioni e poi sceglierà quale sarà il centrosinistra migliore tra Partito Democratico o “intesa”, come ha affermato lo stesso Di Maio e Grasso. Scoperto il gioco sotto banco dei 5Stelle, Di Maio, che sull’Euro ancora non ha le idee chiare, si sforza a recuperare una perdita di credibilità. Dica quale sia il suo programma politico e di governo, sposi una coalizione prima del voto, chieda a Bersani e D’Almea l’alleanza nel nome di Grasso.  Va da sé  che l’unica parte politica ad avere l’idee chiare nei confronti degli Italiani per contenuti di programma ed alleanze, rimane il centrodestra che dice prima con chi si allea e non si nasconde dietro future intese come fanno i cinquestelle con Liberi e Uguali di Bersani e D’Alema. Dunque, se non dovessimo raggiungere lo sperato 40%, sicuramente, Fratelli d’Italia non sarà della partita di grandi alleanze, sicuramente non avremo contenuti che al momento possono preludere un’intesa con il partito di Di Maio che dovrà accontentarsi della Sinistra e magari della Lega, della quale abbiamo già un precedente nel 15 Settembre 1996 con il famoso ribaltone a danno del centrodestra, dove tentò di avvicinarsi al centrosinistra nel sogno di incassare il famoso e sempre vivo federalismo che fa la pernacchia ai sovranisti.

 

Qualora il centrodestra non dovesse raggiungere il 40%, sono dell’avviso che per la destra si aprirà una stagione entusiasmante, che la deve vedere risorgere come un’araba fenice. Dopo l’archiviazione della stagione politica di Alleanza nazionale, il centrodestra dell’ultimo ventennio va in soffitta con i vecchi leader e le logiche che hanno tarpato le ali alla destra. Sicuramente affronteremo ancora una volta la traversata nel deserto e sarà tempo utile per sbollire la vecchia logica di centrodestra e immaginare un nuovo scenario politico in cui la Destra, ripartendo appunto dal 1994, quando l’Italia guardava alle battaglie compiute dal Movimento Sociale Italiano che oggi ritorna ad essere nel simbolo di Fratelli d’Italia, quella Fiamma che brilla con più ardimento di passione per fare luce al futuro della destra che deve avere il coraggio di osare sulle proprie forze con le proprie idee. Il mio è un ragionamento egoistico e di chi non ha paura, la fase di transizione non si è ancora concluso. Certo, per il bene dell’Italia, speriamo che alle prossime elezioni, gli Italiani si affidino al centrodestra che comunque deve prepararsi ad una evoluzione nel nome di Fratelli d’Italia.

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