Il web si scatena contro Barbara d’Urso. E noi pubblichiamo il Ministro Fontana

 Bruttissima edizione del Grande Fratello 15 nel complesso e pochi minuti fa la ciliegina sulla torta. Veronica non diventa una dei finalisti ed in studio ha potuto riabbracciare e baciare la propria ragazza.

Un momento che ha dato l’opportunità a Barbara d’Urso di lanciare un messaggio a Lorenzo Fontana, neo ministro per la Famiglia: “Caro Ministro, la famiglia è qualunque tipo d’amore”.

Una affermazione che ha profondamente infastidito le famiglie italiane che si scatenano sul web in difesa della famiglia tradizionale.

Siamo stanchi di questa perenne campagna  invasiva e fastidiosa. La famiglia é formata da un padre, una madre ed i figli. Tutto il resto sono unioni civili, coppie di fatto, chiamatele come volete basta che non sia un continuo attacco contro il diritto e l’ovvio.

Intanto pubblichiamo la lettera del Ministro Lorenzo Fontana inviata alla redazione de “Il Tempo” e che noi sosteniamo.

Egregio direttore,
ringrazio Lei, Il Tempo, la Sua redazione e tutti coloro che mi hanno espresso sostegno nei giorni in cui è in atto un forte tentativo di attacco non solo nei miei confronti, ma contro i valori in cui la maggioranza silenziosa e pacata del Paese si rispecchia. Quanto si è visto ricorda amaramente le previsioni di Gilbert Keith Chesterton: «Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate», una profezia che non sembra più così remota. Ed è quello che è successo. Abbiamo affermato cose che pensavamo fossero normali, quasi scontate: che un Paese per crescere ha bisogno di fare figli, che la mamma si chiama mamma (e non genitore 1), che il papà si chiama papà (e non genitore 2). Abbiamo detto che gli ultimi e gli unici che devono avere parola su educazione, crescita e cura dei bambini sono proprio mamma e papà, principio sacrosanto di libertà. La reazione – di certi ambienti che fanno del relativismo la loro bandiera – è stata violentissima. È partita un’accanita raffica di insulti, offese, anche personali, minacce (che saranno portate all’attenzione degli uffici competenti). I social hanno amplificato la portata di questa azione, da taluni condotta a tavolino. Viviamo in tempi strani. La furia di certa ideologia relativistica travalica i confini della realtà, arrivando anche a mettere in dubbio alcune lampanti evidenze, che trovano pieno riscontro nella nostra Costituzione.

«La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio», recita l’articolo 29, che sarà il principio azione da ministro.

Detto questo: la rivolta delle élite non ci spaventa e non ci spaventa affrontare la dittatura del pensiero unico. Andiamo avanti, con grande motivazione, abbiamo tanti progetti da attuare. Lo facciamo con i tantissimi che – come Voi – ci hanno manifestato la loro solidarietà. Siete stati e siete numerosissimi e a tutti va un sentito ringraziamento. La storia ci conforta. «Vi chiameranno papisti, retrogradi, intransigenti, clericali: siatene fieri!», diceva San Pio X. E noi siamo fieri di non aver paura di dirci cristiani, di dirci madri, padri, di essere per la vita. Abbiamo le spalle abbastanza larghe per resistere agli attacchi gratuiti rispondendo con l’evidenza dei fatti, la forza delle idee e la concretezza delle azioni. Onore a un giornale libero che ha il coraggio di esprimere posizioni controcorrente. Mai come in questo momento battersi per la normalità è diventato un atto eroico.

Con stima
Lorenzo Fontana, Ministro della Famiglia

 

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