Meglio soli che male accompagnati. Specialmente se la politica è “questione di famiglia”

 

  • Di Antonio Mazzotta

La nomina dell’On. Salvatore Ruggeri per la carica di assessore al Welfare della Regione Puglia apre lo spazio ad un ampio dibattito politico che va immediatamente affrontato sul territorio salentino.

Il Presidente Emiliano di suo pugno firma la nomina del cognato di Salvatore Negro “senza se e senza ma”. E con un mini-rimpasto di giunta i giochi sono fatti, le poltrone salvate ma la faccia no!

Non si vuole entrare nel metodo di scelta, di per sé criticabile, né nel merito, anch’esso discutibile; però non si può non sollevare una questione politica.

Liti gravissime che riguardano il territorio salentino DOVREBBERO TUONARE tutti i santi giorni sul tavolo della giunta Emiliano ma, evidentemente, il PD ha più interesse a crearsi spazi elettorali in cui pescare consensi piuttosto che occuparsi concretamente di questi problemi: sanità, xylella, TAP, ILVA. Con Ruggeri i “salentini puri” seduti su quegli scranni sono tre: il già citato, Capone Loredana e Leo Sebastiano.
Questo “modus operandi” del PD “arraffone” non lascia scampo ad altre interpretazioni: le mire espansionistiche di un Presidente che vorrà giocare un ruolo principale alle prossime elezioni politiche magari sfruttando il trampolino di lancio regionale come già il suo predecessore aveva fatto. Per carità, nulla di personale, ma la querelle politica non può tacere. E vediamo perché.

L’UDC ci ha sempre abituato alla politica dei “due forni”. Nessuno più di loro è abile nel destreggiarsi da un banco all’altro per portare a casa un risultato che soddisfi le singole esigenze di bottega. E, in uno scenario politico disastroso queste “scivolate” passano inosservate all’elettore, non più distratto, ma indifferente a questi passaggi poco politici e molto personalistici. Pertanto, non dobbiamo meravigliarci se alle prossime politiche gli elettori si asterranno in percentuali bulgare.

E già, perché ormai si vota; il 4 Marzo 2018, Rosatellum piacente o nolente, si va al voto!

E una scelta di campo andrà fatta!

Allora la domanda è: se alle Politiche l’UDC correrà con il centrodestra, perché ha già odorato la vittoria, come può continuare a sostenere il governo regionale con una giunta di centrosinistra?

Dopo la quarta gamba a firma Fitto-Lupi-Romano (Saverio)-Tosi con Cesa che fa l’occhiolino, la quinta gamba di Quagliariello vuoi vedere che avremo a che fare con un millepiedi?

E i millepiedi “puzzano” anche solo se li sfiori!

Noi di FDI abbiamo il dovere morale di segnare la differenza, di indicare la strada da percorrere ai nostri elettori e a quelli confusi, ulteriormente smarriti da comportamenti tipici di giullari e saltimbanchi.

La legislatura peggiore della storia repubblicana si è conclusa con l’unico vantaggio, si spera, di averci fatto conoscere e capire cosa è il PD e chi ci ha governato in questi 5 anni disastrosi. Siamo passati dal non-governo dei non-vittoriosi con un Bersani bocciato dallo streaming dei 5S, ad un governo-fantoccio, imposto da Re Giorgio, a firma Letta-Alfano (governo Alfetta), caduto dopo solo dieci mesi con un semplice #enricostaisereno che ha aperto la strada al governo del Nazareno (Renzi) per finire al “rassicurante” Gentiloni.

Nel frattempo il PD è passato dal 40% delle Europee all’attuale 24% grazie alle mosse false del suo segretario. Il rottamatore viene rottamato! Il fuoco renziano è un fuoco di paglia promulgatore di Leggi vergognose: dal Jobs Act, all’ art. 18, passando per la Buonascuola, la salva-evasori, la responsabilità dei giudici, bavaglio sulle intercettazioni, la controriforma costituzionale, l’ Italicum…poi sonoramente bocciato. Come bocciata è stata tutta la linea politica condotta dal PD a traino Renzi. Fino alla scissione definitiva da Bersani, D’Alema, e cespugli.

Allora mi chiedo: se a livello nazionale è sotto gli occhi di tutti il fallimento del PD, perché il governo della Regione Puglia, non di meno fallimentare, continua a passare inosservato?

A noi di FDI il compito di sottolineare con coraggio e lealtà il naufragio di questo PD regionale perché solo così possiamo sperare di mettere fine alla peggiore legislatura della Regione Puglia, perché solo così possiamo far capire agli elettori che la Politica non è “questione di famiglia”, perché nella vita i vecchi saggi ci hanno insegnato che è meglio restare soli che essere male accompagnati.

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